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Lovin' Dolls Official Website | ||||||||||||||
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A volte mi chiedo che cosa
diano da mangiare ai bambini nel Veneto. Dopo aver ascoltato il demo dell'ennesima
band padovana ho pronta la risposta: pane e rock'n' roll. I rockers in questione
si chiamano Lovin' Dolls, suonano insieme da soli sei mesi e "Killin'
the doll" è il loro primo lavoro. La band, che vede Unleash
alla voce, JJ alla chitarra, Jaxx alla batteria e Dr.Glam al basso, si presenta
con poche pretese. Infatti, mentre sulla copertina troneggia la bambolona
sexy di turno dando un tono così glam patinato al cd, nel retrocopertina
i nostri ci spiegano le condizioni modeste in cui hanno registrato i pezzi:
per l'esattezza in un garage con la biancheria stesa, dove lo strumento
piu' sofisticato era un mixer ad otto entrate. La resa sonora del Cd è,
per tale ragione, scarsa, ma sufficiente a farci intendere che i ragazzi
ci sanno fare. I tre pezzi, grezzi e arrabbiati, sono sorretti da una chitarra
incalzante e da una voce che ricorda a tratti quella di Iggy Pop. Questi
elementi permettono ai Lovin'Dolls di lasciarsi piacevolmente ascoltare
pur se il combo veneto non inventa certo niente di nuovo. La prima traccia,
"Yeld to fade", dopo un intro che schiaccia l'occhio ai Misfits,
suona un po' come i Crue di "Too fast for love" infarciti da influenze
nordiche in stile Backyard Babies/ Hellacopters. Se la partenza non è
niente male, "Dark Queen" rischia di essere meno efficacie, forse
perchè è la song che risente maggiormente dei dfetti di registrazione.
La conclusiva "You can't kill rock 'n' roll", risulta la traccia
piu' interessante. Tiratissima e punkeggiante, presenta un ritornello d'impatto,
che è difficilmete riuscirete a togliervi dalla testa. L'inciso,
che al primo ascolto sembra non centrare niente col resto della canzone,
frena per certi versi il ritmo incalzante della composizione ma allo stesso
tempo conferisce al tutto un tocco di originalità. Per poter dare
un giudizio meno approssimativo bisognerà aspettare la prova on stage,
ma le premesse sono quelle di un gruppo da tenere d'occhio. Recensione Realizzata da Olivia Balzar. |
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